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SPAZIO VIVO su Rete NeTVision: il racconto delle persone tra musica, sport e spettacolo

2026-07-07 10:10

scritto da Duccio Magnelli

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SPAZIO VIVO su Rete NeTVision: il racconto delle persone tra musica, sport e spettacolo

Quattro appuntamenti da luglio su Rete NeTVision per raccontare storie, sogni e percorsi di musica, sport e informazione attraverso ospiti e protagoni

Quattro appuntamenti da luglio su Rete NeTVision per raccontare storie, sogni e percorsi di musica, sport e informazione attraverso ospiti e protagonisti della scena italiana.

 

Roma, Di Duccio Magnelli 

 

Su Rete NeTVision prende vita SPAZIO VIVO, il nuovo programma web TV dedicato alle persone e alle loro storie. Un format in quattro appuntamenti che, da luglio, porta al centro del racconto chi vive ogni giorno tra musica, sport e giornalismo, trasformando esperienze personali in un mosaico di sogni, ambizioni e visioni del mondo contemporaneo. A guidare il programma sarà Marco Santarelli, accompagnando gli ospiti in un percorso fatto di dialoghi, emozioni e racconti autentici.

 

Il cuore del progetto

La produzione è firmata da Roberto Porpurini, già protagonista del panorama musicale romano e ideatore di un progetto che negli ultimi anni ha saputo unire competizione, spettacolo e partecipazione dal vivo. All’interno delle quattro puntate, infatti, troverà ampio spazio il Golden Voice League, il torneo canoro a squadre della Capitale che sta diventando un punto di riferimento per la scena musicale romana. 

 

Verranno raccontati i protagonisti della seconda edizione, le loro storie, il percorso artistico e le emozioni vissute sul palco, tra competizione e spirito di squadra. Durante il programma verrà inoltre presentato il nuovo progetto Arena Golden Voice, un format live che accompagnerà e farà da preludio alla terza edizione del torneo.

 

Le voci di SPAZIO VIVO

Sul fronte musicale, grande attesa per la presenza dei Re-X, che racconteranno il loro ultimo singolo "Shutdown", un brano che sta riscuotendo importanti consensi nel panorama musicale indipendente. Lo sport entra in scena con [Cristian Terlizzi], che ripercorre la propria carriera professionistica e il passaggio dalla vita agonistica a nuove prospettive personali. Accanto a loro, anche il mondo del giornalismo trova spazio con la partecipazione di Andrea Mari, giornalista per Teleambiente, e di Francesco Nuccitelli, editore di Roba da Magazine, chiamati a offrire uno sguardo sul racconto mediatico contemporaneo e sulle nuove forme di informazione indipendente. Quattro puntate per dare voce a storie diverse ma unite da un unico filo conduttore: la ricerca di un obiettivo, la determinazione nel costruire un percorso e il desiderio di raccontarsi senza filtri. SPAZIO VIVO si conferma così uno spazio di incontro e confronto, dove le esperienze individuali diventano narrazione collettiva e stimolo per chi guarda.

 

Il dietro le quinte di Rete NeTVision

A completamento del racconto su Spazio Vivo, abbiamo raccolto anche le parole di Marco Santarelli, direttore di Rete NeTVision, che approfondisce la filosofia del nuovo format e ripercorre alcune esperienze recenti della rete. Un confronto che mette in luce il lavoro editoriale dietro le quinte e la volontà di costruire contenuti sempre più centrati sulle persone e sulle loro storie.

 

Con “Spazio Vivo” hai scelto di mettere al centro le persone e i loro percorsi. Quanto è importante oggi, in un panorama mediatico spesso veloce e frammentato, tornare ad ascoltare storie autentiche senza filtri?

"Con Spazio Vivo l’idea è proprio quella di mettere la persona al centro, prima ancora del ruolo, del successo o dell’etichetta pubblica. In un panorama dove spesso si guarda all’artista, al calciatore o al personaggio televisivo, noi di Rete NeTVision cerchiamo invece la persona che c’è dietro. Perché è lì che si capisce davvero tutto: come vive le sue fragilità, come affronta le scelte, cosa lo ha portato a essere ciò che è oggi. Solo entrando in quella dimensione più intima puoi cogliere il suo cuore e capire davvero come lo mette in ciò che fa, che sia musica, sport o spettacolo. È questo il senso profondo del progetto: togliere le sovrastrutture e restituire umanità ai racconti, perché ogni storia diventa più vera quando smette di essere solo “ruolo” e torna ad essere persona".

 

Se dovessi descrivere “SPAZIO VIVO” con una sola emozione o sensazione, quale sarebbe? E quale storia o incontro tra quelli previsti ti ha colpito di più personalmente?

"Direi "Autenticità". È un programma che, più di altri, ti costringe a togliere tutto ciò che è superficie e a restare con ciò che è autentico: le persone, le loro storie, i loro racconti, i loro aneddoti. Tra gli incontri previsti o già vissuti, quello che colpisce sempre di più è proprio quando l’ospite smette di “raccontarsi” e inizia semplicemente a “essere”. In quel momento cambia tutto, anche il modo in cui lo ascolti.

 

The Hub è stato un progetto che ha saputo intercettare linguaggi e pubblici diversi. Che bilancio fai di quell’esperienza e quanto ha influenzato il tuo modo di pensare i format televisivi oggi?

"Il successo di The Hub non è mai stato il risultato di un singolo, ma di un lavoro corale molto preciso e strutturato. Detto questo, è giusto riconoscere che un contributo decisivo è arrivato da Luana Perdon e Andrea Biandrino, che hanno interpretato il progetto con grande sensibilità editoriale e capacità di costruire contenuti riconoscibili. Accanto a loro c’è stata tutta la redazione, che ha lavorato in modo compatto e continuo, spesso anche dietro le quinte, permettendo al format di trovare la sua identità e di crescere puntata dopo puntata".

 

Contro Corrente” è stato un format molto seguito e apprezzato. C’è la possibilità che possa ripartire? E, se sì, in che forma e con quali novità rispetto al passato?

Contro Corrente per me è stata un’esperienza importante, e personalmente posso dire che mi manca molto. Averlo condotto, anche per un solo anno, insieme a due colleghi preparati e competenti come Francesco Nuccitelli e Andrea Mari è stato un percorso davvero formativo e stimolante. In questo momento abbiamo comunque a disposizione ottimi collaboratori a cui poter eventualmente affidare un progetto del genere, come Aurora Romanelli, Alessio Madella, Pierre, Eleonora Vicenzoni e molti altri. Vedremo come e se ci sarà modo di farlo ripartire, con la giusta forma e i giusti tempi.

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